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Perchè ascoltare la musica?
02-03-2010, 13:36
Messaggio: #1
Perchè ascoltare la musica?
A seguito di una discussione tra Static Waves e Loseven, ho deciso di creare questo nuovo topic, soprattutto per cercare un contributo in merito anche da parte di altri .

Riporto la scintilla:

(02-01-2010 18:50)Loseven Ha scritto:  
(02-01-2010 17:09)Static waves Ha scritto:  
(02-01-2010 14:20)Loseven Ha scritto:  @Static: purtroppo ho avuto la sfortuna di ascoltarlo. No, la musica neomelodica napoletana non mi piace per niente. -_^
Poi "neomelodica" mi fa pensare a Checco Zalone. :asd:

@Loseven: non credo che sia una sfortuna ascoltare Gianni Celeste.
Voglio peccar di presunzione però: secondo me non lo hai ascoltato, ma solo "sentito", probabilmente non hai capito una sola parola, non hai saputo contestualizzare il testo ed il suo soggetto, nè la persona che canta e quelli che di solito lo ascoltano.
Quello che dici è vero. Se vuoi farmi ricredere però linkami qualche canzone.

Citazione:Probabilmente inoltre, non riesci ad "ascoltare" la musica, per motivi diversi da quelli ludico|ricreativi: la musica si può anche ascoltare (o produrre) per altri motivi.
Qua invece hai peccato di presuzione. Prrr
Hai astratto, da una mia opinione su Gianni Celeste, che non so ascoltare musica. Follia pura.

A quali altri motivi alludi, poi?

Successivamente all'invito di Brainfeeder di non flammare, ho deciso di produrre una elaborata risposta in privato, che non ha avuto una replica (nonostante Loseven sia entrato nel sito) nè in privato nè sul forum.

Resta dunque sul forum una certa pernacchia che a me non è andata giù. Anche perchè è stato frainteso il senso delle mie parole.

Ecco la risposta che ho mandato in privato a Loseven e che potrebbe funzionare da spunto per una discussione.


Non ho detto che non sai ascoltare la musica, ho detto che "Probabilmente , non riesci ad "ascoltare" la musica, per motivi diversi da quelli ludico|ricreativi".

"Probabilmente", prevede possibilità sia di un tipo che di un altro, anche contrarie. Inoltre, la frase non significa che non sai ascoltare la musica in generale, ma che (a me sembra) non sai ascoltarla per motivi diversi da quelli che prevedono il tuo svago, divertimento, piacere e/o gioco.

La musica, la puoi ascoltare per molti altri motivi, come ad esempio per cercare di capire le tecniche musicali utilizzate, gli strumenti suonati, le scale cromatiche scelte. Puoi studiare i ritmi ed i canoni sonori, l'estetica e la struttura del brano. Ed altro ancora. Questo solo per rimanere nell'ambito della musica in termini di note e spartiti. Se prendiamo in considerazione invece il testo per esempio, puoi rintracciare ancora una volta dei canoni estetici, modelli espressivi ripetitivi, temi ricorrenti, modalità di espressione di concetti. Puoi analizzarne il contenuto da un punto di vista sociale e cercare di collocarlo in un contesto culturale, nel tentativo di interpretarne persino i valori e gli ideali di un determinato strato cittadino e/o regionale, o comunque territoriale.
Per quanto riguarda l'esecuzione della parte cantata, è interessante esaminare le modalità di intonazione di certe note, l'utilizzo dei gorgheggi, la scelta stilistica di un dialetto o di una lingua in particolare, una tecnica canora precisa e, ancora una volta, i canoni estetici che identificano e permettono di rintracciare uno stile o un genere musicale.

La musica insomma la puoi ascoltare per molti motivi tecnici di cui io ho citato solo alcune delle cose che mi sono venute in mente.

Mi riservo di non elencarti i motivi legati alle esperienze personali, i ricordi di infanzia, la posizione sociale, il contesto culturale.

Per quanto concerne invece la produzione musicale, credo che non sia qui il caso di esprimerti i miei pareri in merito alla produzione di un brano, o di qualsiasi altra espressione sonora, anche non inclusa nel termine convenzionale di "brano". In particolare, le motivazioni legate al proprio mestiere, al proprio svago od alle proprie esigenze artistiche ed espressive in genere.
Anche nell'ambito della produzione inoltre, è possibile rintracciare una serie di canoni e modalità, motivazioni, scelte commerciali e non commerciali, che possono far rientrare l'ascolto della musica in un contesto più complesso ed articolato, certamente scollato e svincolato dall'ascolto effettuato per motivi ludico|ricreativi.

Spero di esserti stato utile, e spero che tu non ti sia sentito attaccato. Non mi permetterei mai di dire che qualcuno non è in grado di ascoltare la musica, semmai mi sono permesso di ipotizzare che il tuo ascolto non includesse alcune delle cose di cui ho parlato. Se questa mia ipotesi ti ha disturbato, me ne duole.

A presto
SW

::: La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere :::
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02-03-2010, 14:15
Messaggio: #2
RE: Perchè ascoltare la musica?
Ottimo thread. Mi dispiace aver troncato il dibattito sul nascere, ma non conoscendo bene nessuno di voi volevo evitare certe situazioni - mi fa piacere che la discussione abbia preso questa strada Smile

Personalmente direi che ascolto musica più che altro per scopi ricreativi, anche se cerco sempre di essere attento e analizzare strutture, ritmi e sonorità (raramente mi interessano i testi, invece).
Inoltre da quando ho cominciato a provare a creare musica la mia percezione di dettagli come tecniche utilizzate e quant'altro è aumentata parecchio, e riesco ad apprezzare di più un artista anche in questo senso.

Can you imagine an extra terrestrial disc jockey? Like listening to radio waves from space?

[Immagine: 9s1qag] [Immagine: cSGL2v] [Immagine: djaKxU] [Immagine: en6nj] [Immagine: twitter.png]
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02-03-2010, 15:02
Messaggio: #3
RE: Perchè ascoltare la musica?
Penso la musica si possa ascoltare in modi diversi a seconda del contesto.
Forse per questo riesco ad ascoltare musica di qualunque genere, anche là dove a primo impatto - o anche al secondo e al terzo - non si tratta di musica che incontra i miei "gusti". Al di là di oggetto di piacere, la musica è spunto di infinita curiosità e ricerca.
Inoltre credo, banalmente, bisogna sempre tenere presente il contesto sociale, e collocare opportunamente ogni disco all'interno della propria epoca.
Come fa notare onde statiche, le prospettive che si possono impiegare sono molte. E' necessario, secondo me, cercare un approccio che le faccia non dico cooperare, ma quantomeno, convivere; ciò perché chi esagera in una prospettiva o nell'altra, finirà per giudicare molto frettolosamente e superficialmente produzioni che fuoriescono dagli schematismi che si è scelto. Gli esempi sono tanti e sotto gli occhi di tutti. Metallaro: "il grunge fa cagare, non sapevano suonare". Punk: "la musica elettronica? cassa a manetta e semplici fraseggi ripetuti all'infinito". Rocker: "e, ma negli anni 70 c'era la buona musica... Il metal? Rutti e rumore".
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02-03-2010, 15:57
Messaggio: #4
RE: Perchè ascoltare la musica?
Che dire...ognuno ha il suo Gianni Celeste nell'armadio..
Ne ho di robe insulse (dal mio punto di vista) in libreria o addirittura in vinile, tipo Tracy Spencer o Nick Kamen, certo, se non fosse stato per questo thread, mi sarei ben guardato da spifferarlo ai quattro venti Sorriso
Ora voglio dire, sta roba un tempo evidentemente l'ho ascoltata semplicemente perchè sono onnivoro, quindi né per scopo ricreativo, né tantomeno per andare a cercare il pelo nell'uovo nella tecnica, nei testi, nei missaggi di questi dischi, anche perchè quando compravo sti vinili facevo la V° elementare e per mia fortuna già mi sparavo Zappa, i Van Der Graaf o quant'altro certamente migliore (sempre per me) rispetto a un determinato pop che usciva. Ma sicuramente c'è qualcuno che li avrà ascoltati per gli scopi più disparati (o forse..disperati..lol) tra cui svago, lavoro, per sapere di cosa si trattasse, o semplicemente nell'ottica della globalizzazione ne ha usufruito consumisticamente senza farsi tante domande, o, peggio ancora, per conformismo, per non sentire l'amichetta che gli diceva "Come!..non conosci Nick Kamen?!? :O Ma dove vivi?"..pensate a quante ragazzine oggi come oggi ascoltano, o forse più facilmente sentono, Marco Carta!!! Colui che riesce a cantare in sardo anche l'inglese..questo semplicemente perchè la De Filippi o il P2ista di turno ha deciso che questi sono gli "artisti" che fanno il mercato e la "gente" (come ci chiamano loro) se la deve cibare volente o nolente..insomma ritenetevi fortunati a saper discernere Occhiolino e poter cambiare stazione in macchina quando passano Carta Sorriso
Per quanto mi riguarda quei vinili sono anni che non toccano il mio piatto..e credo che per questo non pianga affatto Smile
Ora come ora, mi resta difficile ascoltare con attenzione qualcosa che non abbia una qualsiasi presa su di me.. rispetto a quello che dice Loseven sul testo per esempio.. o le parole mi catturano subito e riesco a decontestualizzarle da una musica che non mi piace come sonorità o melodicamente, oppure è veramente difficile che riesca ad ascoltarle e farle "mie" ..sicuramente è un mio limite; mentre se mi cattura un tema, o una variazione mi fa venire la pelle d'oca, pian piano riesco a metabolizzare anche un testo distante da me..
ma è del tutto soggettivo e relativo alla nostra personalità, al luogo dove siamo cresciuti o dove viviamo..o a milioni di altre incognite, insomma, spunti diversi, direzioni diverse..ma che a volte si incontrano..
tipo ieri sono andato a vedere "Joan as a police woman" al circolo degli artisti..beh, ha fatto una cover di Britney Spears fantastica! Questo implica che la Wasser abbia ascoltato la Spears con attenzione..hai visto mai che ora Static Waves non ci tira fuori una supermegacover (remixed) di un cavallo di battaglia di Gianni Celeste?!? Smile Sherzo eh, stemperiamo gli animi, non prendiamoci sempre troppo sul serio..qualche cazzata a me fa piacere dirla Sorriso
Come ha appena detto exitplanetdust: "Al di là di oggetto di piacere, la musica è spunto di infinita curiosità e ricerca" ...e questa ricerca abbraccia tutto lo scibile musicale e non. E' bella per il suo carattere universale in cui rientrano anche Gianni Celeste, Nick Kamen, Britney e chi più ne ha più ne metta.
E poi per dirla alla Petri, A ciascuno il suo Occhiolino

Se fossi cane bau,
se fossi gatto miao,
se fossi tardi CIAO Linguaccia

[Immagine: 77DaveZ.gif]
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02-03-2010, 16:33
Messaggio: #5
RE: Perchè ascoltare la musica?
Più stereo a manetta e meno menate!

La questione è ben più semplice:
[Immagine: Difficult-music.PNG] [Immagine: Accessible-music.PNG]
Dipende dalle orecchie di chi ascolta.
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03-03-2010, 13:19
Messaggio: #6
RE: Perchè ascoltare la musica?
(02-03-2010 16:33)Bumbi Ha scritto:  Più stereo a manetta e meno menate!

La questione è ben più semplice:
[Immagine: Difficult-music.PNG] [Immagine: Accessible-music.PNG]
Dipende dalle orecchie di chi ascolta.

Bumbi, cioé QUOTO TANTISSIMO.
Non potevi esprimerti in modo migliore, quegli areogrammi non fanno una piega!

Mi fate venire in mente di un tizio, che casualmente avevo trovato bazzicando su google tempo fa, perché sul sito di repubblica vi era un album di immagini di tutte le fobie più strane che l'uomo può avere. Oltre alla fobia per le galline e per gli alberi (che direi erano piuttosto sconcertanti) vidi con mio grosso stupore che esistono i Musicofobi.
Mi son chiesta: come cappero si fa a non tollerare la musica? La musica, come diceva Mauro Pagani (ex componente della PFM) qualche giorno fa in televisione, è la seconda lingua più conosciuta e utilizzata universalmente. Dalla musica vi si può capire l'essere stesso delle culture e delle popolazioni che variegano questo nostro mondo. Pensando a questo, a quanto sia importante la musica a livello emotivo, artistico e chi più ne ha, più ne metta, allora mi son messa a cercare su google Musicofobo. Ecco cosa ho trovato:

“Che musica ascolti?” Quante volte hai fatto / ti è stata fatta questa domanda? Sembra proprio sia una delle domande classiche per fare conversazione con chi si è conosciuto da poco, magari nella speraza di trovare un punto d’interesse comune ed iniziare una conversazione che faccia fare bella figura, o tolga dall’imbarazzo del non saper cosa dire, o, se l’interlocutore è dell’atro sesso, crei quell’atmosfera di complicità che aumenta la probiltà farselo/a (non datemi del cinico, è che sono Freudiano, e poi sai che è vero!).

Sembra che io sia l’unico a non dare per scontato che la musica piaccia a tutti. Tanto che, mentre una volta un po’ m’imbrazzava rispondere “non mi piace la musica”, ora, pur avendo una posizione più moderata, posso ammettere di divertirmi un po’ nel vedere le reazioni che ottengo rispondendo con qualcosa come “non è che io sia un gran appassionato di musica, mi piacciono alcune canzoni se ascoltate al momento giusto, o se hanno un testo particolarmente divertente”. Per fortuna non mi capita spessissimo di finire sull’argomento ma quando capita, romanzando un po’, più o meno le reazioni sono:

- Cade il gelo, dopo qualche frasetta di circostanza cambiamo entrambi interlocutore o strda. Un’amicizzia strocata sul nascere. Un’amicizia inutile, comunque, per cui me ne rallegro più che dispiacermene.
- Cade il gelo per un attimo, poi si cambia argomento.
- L’argomento diventa interessantissimo (succede soprattutto con alcune ragazze) con conseguente tentativo di psicanalizzarmi. Alle volte arrivano ad insinuare (leggi accusare) di dire così solo per essere originale e fare il figo. Assicuro che, risultati alla mano, se così fosse avrei corretto il tiro da molto tempo!!
- La mia risposta è ritenuta inaccettabile e menzoniera, e mi viene riproposta la stessa domanda nelle forme più fantasiose finchè, esasperato, non nomino qualche canzone, o dico che me ne piace una dall’elenco propostomi. Ecco dunque dimostrato che mentivo e che mi piace quel particolare genere (che ha un nome che non ho mai sentito e, ascoltandolo, ne dimentico ogni sillaba prima della fine della pronuncia della successiva).
- “Davvero? Neanche io ascolto tanto la musica!! Siamo in due” ... MAI successo! Se mai capiterà ed ha le tette grosse, potrei decidere di sposarmela!
Ma bando alle ciance. Se semplicemente non è mai capitato che la musica suscitasse in me un forte interesse, l’argomento che volgio trattare è un altro: voglio in qualche modo insinuare il dubbio che la musica non sia necessariamente “buona” e che il così diffuso amore nei suoi confronti sia in realtà più una forma di dipendenza. Lo ammetto, se sul forum ne saltasse fuori un bel polverone di polemiche, non mi dispiacerebbe!

Immagino sia capitato a tutti, persino a me, di ascoltare la musica per “caricarsi” o per consolarsi, lasciarsi cullare, sfogare la rabbia, e quant’altro. Un film senza musica difficilmente saprebbe ricreare una qualunque atmosfera, ed al mattino appena svegli un’adeguata scelta musicale può portarci in qusi qualunque stato emozionale. Come esperimento provate a guidare un po’ con della musica classica tranquilla e poi con del metal (oppure secondo il vostro gusto due generi molto diversi a scelta) e tenete traccia della velocità che tente e di quanti mandata fanculo nell’uno e nell’atro caso. È dunque un dato di fatto: la musica ha una forte capicità d’influenzare il nostro umore. Inevitabilmente l’umore influenza le nostre azioni ed il flusso dei nostri pensieri: l’argomento, il tono, le preferenze. Guidando stanco e svrappensiero, mi sono scoperto più volte ad avere pensieri in perfetta sintonia con la musica che casualmente stava andando alla radio, od a dover cambiare musica (o spegnerla) perchè totalmente incompatibile con il mio pensiero del momento e quindi fastidiosissima, se non dannosa.
Ecco quindi che, tranne nei momenti di più forte decisione, che sono inevitabilmente pochi in quanto richiedono attenzione atttiva e motivazione, la musica in qualche modo condiziona il nostro pensiero e, per come la vedo io, riduce la nostra libertà. Io voglio che i mei pensieri siano miei, non indotti subdolamente da un qualcosa che sfrutta quello che secondo me potrebbe essere visto quasi come un “baco” del cervello che attraverso l’udito apre un canale di comunicazione utilizzabile per “aggiustare” il nostro stato mentale, con il doppio inganno di essere anche piacevole. Senza contare che la musica che ascoltiamo è scritta da altri ed è limitata. Ascoltando molta musica se rimane legati, si pensa sotto l’influenza della musica e pensado vengono in mente musiche già ascoltate ad esprimere i nostri pensieri.. nel modo migliore e più espessivo? Forse no, in quanto scegliendo/ricevendo dell’esterno, più o meno consciamente, un “ritmo” per i nostri pensieri, gli imponiamo un taglio preciso. Ma il ritmo (salvo rarissime volte) non lo inventiamo sul momento, ma lo prendiamo inevitabilmente da un elenco di quelli conosciuto, già ascoltati. Ecco che la finitezza delle melodie quasi impone una finitezza nelle direzioni del nostro pensiero, che rimane legato da pesanti catene al passato, a ciò che è già stato scritto, pensato, provato. La musica dunque impone al pensiero ulteriori ed analoghe restrizioni a quelle già imposte dalla lingua in cui si pensa[1]. Con la differenza che la finitezza della lingua limita più i singoli concetti esprimibili, mentre le melodie lavorano più su una riflessione/emozione nella sua globalità. Molti concetti sono complicatissimi finchè non gli si da un nome, ed io credo che anche lo spettro delle emozioni che proviamo sia strettamente legato a quelle che ci sono state insegnate. Forse un giorno qualcuno riuscirà ad avere un’emozione nuova, trasmetterla tramite una canzone, spiegarla, darle un nome. Ed ecco che per ogni bambino diventerà normale parte della vita e della natura dell’uomo, a poi con l’abitudine... difficile credere che prima non esistesse. Ci innamoreremmo se nessuno ci avesse mai parlato di questa possibilità? O forse i legami sarebbero molto più basati sulla reciproca utilità immediata e pratica?

Non sapevo che “la gente” ascoltasse così tanta musica. Sembra che molti ne ascoltino anche ora al giorno, e non solo i più giovani. Saperne di musica fa figo, è argomento di conversazione, aiuta a trovare amici. Un po’ come fumare. Ed un po’ come il fumo, ritengo, da’ dipendenza. Ed un po’ come per il fumo, considero l’averne bisogno una debolezza ed un cosa ben diversa dal sapersela gustare come fa chi dà qualche tiro di pipa di tanto in tanto, per il piacere di usarne il sapore per cornonare una mezzoretta libera all’aria aperta, magari durante un tramonto d’estate.
La dipendenza da musica è, come tutte le dipendenze, subdola ma con la differenza che, non essendo la musica condannata dal medico di famiglia, non viene considerata come un problema ma quasi come una forma di intelletualismo, cultura, raffinatezza. Un po’ come il fumo prima che scoprisse che fa male (e purtroppo spesso tuttora)? In fondo è comodo dare ai propri vizi[2] un titolo nobiliare e trasformare le proprie ossessioni in cultura così da dare e ricevere compiacimento da chi li condivide, per poi compiacersi tutti assieme, e se si è in abbastanza compiacenti, etichettare come ignorante chi non se ne interessa (Si sono ignorante in molti campi e sto cercando di dare un titolo nobiliare all’ignoranza! Credi di essere meglio di me? Linguaccia).

Riusciresti a stare un mese senza ascoltare musica (anche fatta eccezione di colonne sonore o quella che per motivi pratici non si può evitare)? Oppure spesso senti quel bisogno impellente di chiuderti in camera con le cuffie alle orecchie, quel bisogno di qualcosa che ti aggiusti l’umore, quel bisogno di lasciarti trasportare dalle tue note preferite dove vogliono loro? Riesci ad essere triste o felice senza che una qualche canzone, magari anche con parole inventate, parta nella tua testa? Quanto passa da quando hai finito di ascoltare la tua musica e inizia a fare qualcosa a quando ne hai bisogno di nuovo? Quanto spesso ti capita di accendere la musica senza quasi accorgertene? La prossima volta prova a non farlo, per vedere quanto ti manca la tua cazzo di sigaretta fatta di note. Un hobby è bello quando ti da piacere ed energia, non quando stai male se devi rinunciarvi anche solo per un attimo più del previsto.

D’altro canto la musica non fa fisicamente male ed immagino che una qualche dipendenza faccia quasi parte dei bisogni dell’uomo o, che è lo stesso, che sia veramente difficile raggiungere una maturità ed un equilibrio tali da poter essere veramente liberi, almeno ogni tanto[3]. Inoltre, avendo coscienza dei suoi limiti e caratteristiche, la musica può essere usata, con moderazione, per “ingannare” il nostro cervello a nostro vantaggio: sia per trarne il piacere che può dare, sia per aiutarsi a spingere il proprio pensiero in una certa direzione, o sottolineare e rafforzare alcuni momenti e stati d’animo. Perchè negarsi una musichetta allegra e spensierata mentre magari si è in viaggio in vacanza? O non lasciarsi cullare in un momento un po’ triste? Come al solito, per sputare un po’ di banalità, tutto si può fare a patto di avere consapevolezza di ciò che si sta facendo e non rimanere schiacciati dalle proprie azioni. Soprattutto da quando la tecnologia ha iniziato la sua folle e meravigliosa corsa è importante saper godere e sfruttare gli strumenti a nostra disposizione, senza rimanerne schiacciati od intrappolati, sia in senso fisico che psicologico.

Per finire e dare un po’ di supporto a tutti i disclaimer sul cinismo del sito aggiungo una nota sul discorso iniziale riguardo l’azione limitante della musica sulla capacità di pensiero: il discorso vale ovviamente per persone intelligenti! Per la maggior parte della gente non è una gran perdita una piccola limitazione nella libertà di pensiero, visto che tanto non c’è niente di originale da tirar fuori comunque [4], né niente che valga qualcosa. Anzi, spesso incontro gente che se se ne stesse in casa a lasciarsi rincoglionire da qualunque cosa li danneggi il più possible, sarebbe un guadagno per tutti! Ovviamente io non sono uno di questi... ovviamente... si... non io!! Linguaccia

Ed adesso vota l’articolo e vatti ad a scoltare “vivo per lei”. Poi fatti un’opinione tua, che lo spazio per i commenti t’aspetta!



Immagino che leggere queste parole vi abbia non solo indispettito, ma addirittura sconvolto, totalmente. Ecco, basandomi su questo testo, senza andare OT ovviamente, posso dire con certezza che sicuramente ci sono persone che non riescono a considerare la musica come tale. Non mi riferisco a Loseven, per carità! Mi riferisco invece alla massa. La massa che segue ciecamente ciò che i mezzi mediatici fanno passare in convento (e qui cito l'osservazione di Camminante). La massa non sa guardare oltre, la massa non ha cultura, la massa semplicemente, non pensa.
Quindi sì, c'è gente che non pensa e che ascolta individui appunto come Marco Carta o Claudio Baglioni (solo a scrivere questi nomi mi vengono i brividi!) per tirarsi su di morale, perché hanno testi strappalacrime e a mio parere ben poco poetici. Perché non conosce alternative, perché così compra solo ciò a cui vien più comodo loro. Ovvero spazzatura, perché quella non è arte, è una limitazione del pensiero. Si induce la massa a non creare, a non essere.... In realtà è un discorso molto più filosofico di quanto pensassi.

Mi fermo qui e vado avanti.

_Perché ascoltare la musica?
Perché è fonte d'ispirazione, perché è cultura, perché è l'unica forma d'arte realmente astratta, che non si può spiegare a parole (infatti prediligo la musica strumentale) o con semplici immagini. Queste ultime sono solo degli accessori. La musica è un filo di pensiero astratto che indirettamente ti stimola ad averne uno tutto tuo.

La seconda domanda che è invece sottointesa è:
_Come ascolti la musica?
A differenza di quanto dice il musicofobo, non ascolto la musica per tirarmi su di morale. Anzitutto è uno stimolo per scrivere. Mi piace molto scrivere... infatti quando mi prendo bene con le storie cyberpunk/post-apocalittiche ascolto elettronica, ambiental e via così. Ma non è un influenza, perché io la storia ce l'ho già in testa. E con questo torno alla frase che ho scritto prima, da un filo di pensiero astratto, ne traggo uno tutto mio. (caspita quanto è difficile parlare di questa cosa in modo concreto!)
Ascolto però anche la tecnica. Amo mettermi le cuffie a tutto volume e cercare di mettere in risalto, nella mia mente, uno strumento per volta, un suono per volta dello stesso pezzo. Infatti noterete sul mio profilo di last, che spesso e volentieri ascolto gli stessi pezzi in loop, senza mai fermarmi!
Adoro scorgere quei piccoli dettagli che se non stai attento non ci fai neanche caso e infine apprezzare l'abilità del musicista/compositore pensando che sicuramente se non avesse aggiunto quei dettagli, il pezzo sarebbe povero, totalmente differente.
Io suono anche, quindi è per me fondamentale captare tutte le sfaccettature ritmiche e nel complesso l'intera struttura della composizione.
Insomma, essendo una musicofila (eheheh), per me è davvero importante tener conto di ogni aspetto della musica in generale. A questa maturità di ricerca, però, ci sono arrivata oltrepassando i limiti che il mercato ci pone davanti (e devo anche ringraziare amici e conoscenti, la rete in particolar modo che mi ha portato al punto in cui sono oggi). Insomma, è come leggere un libro. Non puoi sapere se quell'unico libro che hai letto è scritto bene, con una trama originale se prima non ne leggi molti, molti altri. E come ho detto prima, la massa non s'informa, neanche nell'ambito artistico e sono queste le persone che a mio parere non sanno apprezzare per davvero la musica e tutti gli altri aspetti dell'arte, perché hanno mai provato a guardare cosa c'è oltre l'orizzonte, a farsi una propria idea. Insomma... ci sono persone che ancora oggi credono che la terra sia piatta! Occhiolino -in senso figurato..-

Ah, Static Waves, per quanto mi riguarda, se la discussione fosse avvenuta fra me e te, molto probabilmente avrei frainteso come ha fatto Loseven...
Ma invito quest'ultimo a non portar rancore e a mandare avanti questa discussione costruttiva.

Se non vi è chiaro qualcosa, ditemelo... ho scritto con fretta.

"Si può viaggiare alla velocità della luce solo con la propria mente. Usatela!"
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03-03-2010, 17:45
Messaggio: #7
RE: Perchè ascoltare la musica?
Thumbs Up
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05-04-2010, 10:57 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-04-2010 18:44 da ESTEBAN WAS EATEN!.)
Messaggio: #8
RE: Perchè ascoltare la musica?
(03-03-2010 13:19)Nevola Ha scritto:  Immagino che leggere queste parole vi abbia non solo indispettito, ma addirittura sconvolto, totalmente.

Quel testo è delirante.

La musica è cultura, e abbraccia questa definizione in tutta la sua pienezza.

Ma da Lady GaGa a Monteverdi, eh.



Perché ascoltare la musica?
Ma perché non ascoltarla?

Per caso, inspiegabilmente, ti atterrisce l'idea che la musica possa influenzare i tuoi pensieri, che vorresti fossero unicamente e intimamente tuoi, personalissimi?

Allora dovresti smettere di leggere il giornale e i romanzi, dovresti smettere di studiare e dovresti spegnere il tv, la radio e il pc.

Che poi, diciamolo, quello che tu pensi non è originale, è la solita solfa che quotidianamente tintinna nella testa di almeno 1/4 dell'umanità, a rotazione.
Perciò, perché diavolo dovresti evitare di godere del frutto di quei pochi uomini che avevano qualcosa da dire, attraverso la storia e le più disparate arti?

Ma ancora, dalla tecnica alla metafisica, esiste qualcosa che l'uomo abbia fatto/detto/scritto che non fosse ispirato?

Se non ti interessa minimamente/non sei in grado di apprezzare, sta bene - nessuno ti obbliga a leggere Dante o ad ascoltare Tchaikovsky, ma non apologizzare, anzi, preoccupatene!
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05-04-2010, 14:06 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-04-2010 14:06 da Brainfeeder.)
Messaggio: #9
RE: Perchè ascoltare la musica?
D'accordissimo. Tutte le idee di ognuno di noi si basano in qualche modo su quelle di altri, perciò questa storia di non farsi influenzare e "pensare con la propria testa" proprio non riesco a capirla.

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07-30-2010, 15:11
Messaggio: #10
RE: Perchè ascoltare la musica?
conoscenza di linguaggi diversi, divertimento, passatempo, cultura, studio (composizione, strutture, produzione), ecc..
più o meno questi (non sempre contemporaneamente! certe volte qualcosa ha più peso di altro: per esempio le avanguardie le ascolto per cultura/linguaggio, difficilmente per passatempo Sorriso)..

[Immagine: 40308080.png]
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